martedì 16 febbraio 2016

né medici né dottorandi

Né medici né dottorandi, non sono molto (ri)conosciuti, neppure all'interno del loro habitat: l’università. Eppure esistono (e resistono)!

In effetti, gli psicologi specializzandi, ovvero quegli psicologi impegnati in un percorso (quinquennale) di specializzazione post-lauream che li abiliterà all’esercizio della psicoterapia, non sono molti. In Italia, sono soltanto 7 le Università - 6 pubbliche, 1 privata e tutte rigorosamente da Roma in su – ad offrire almeno una Scuola di Specializzazione di Area Psicologica, per un totale di 16 Scuole e 185 nuovi posti l’anno. Non oltre 925 “esemplari”, dunque, che rendono gli psicologi specializzandi una specie minoritaria e potenzialmente anche a rischio estinzione, dal momento che 5 delle Scuole conteggiate (Padova, Bologna e Trieste) non hanno rinnovato le ammissioni per l’anno accademico in corso (2015/2016).

Ora, rispetto alle Grandi Sconosciute di Area Psicologica almeno un paio di questioni meriterebbero di essere sollevate.

La prima vede una serie di interrogativi (più o meno faziosi) circa l’evidente disinvestimento dalle Scuole di Specializzazione universitarie. A fronte dei 29 Dipartimenti di Psicologia e 201 (duecentouno) Istituti di Psicoterapia (privati e abilitati dal MIUR) sparsi in tutta Italia, che fanno ipotizzare un “mercato” della formazione psicologica e psicoterapica quantomeno attivo: cosa rende le Scuole di Specializzazione universitarie così poco attraenti per Atenei ed eventuali specializzandi? La disposizione geografica (non tutti possono o vogliono spostarsi) e la limitatezza dei posti (cui si ha accesso dopo aver superato una prova scritta e una orale) certamente fanno la loro parte. Ma sono davvero così pochi gli aspiranti psicoterapeuti interessati a questo tipo di Scuole, da renderle superflue e/o poco sostenibili? E può tale disinvestimento essere interpretato come una scelta (tanto discutibile quanto legittima) di demandare la formazione psicoterapica al mondo privato e ancora come un modo di “potare” un’offerta formativa senza dubbio molto elevata? Eventualmente ci si potrebbe chiedere se fosse anche il più utile all’intera categoria professionale.

La seconda, invece, riguarda la natura e di conseguenza l’identità stessa, dentro e fuori l’università, di questa “strana” specie che sono gli psicologi specializzandi. Come medici e dottorandi, gli psicologi specializzandi svolgono un percorso di formazione di terzo livello altamente professionalizzante, centrato cioè sulla pregnante attività di tirocinio (circa 700 ore l’anno) svolta, sotto la costante supervisione di un tutor, all’interno delle strutture del SSN convenzionate. Al contrario dei “cugini” post-lauream e dei pochi fortunati della Bicocca (6 per anno) che ricevono una borsa di studio (4 da 7000€ finanziate dall’Università; 2 da 25000€ finanziate dalla Provincia Autonoma di Bolzano), dietro all’eterno spauracchio della “Formazione” (che però formalmente riguarda anche i medici in contratto di formazione specialistica e i dottorandi con borsa di studio) gli psicologi specializzandi non ricevono alcun tipo di compenso economico per il loro lavoro.

La vera notizia, però, è che fin adesso gli psicologi specializzandi non sono riusciti a trovare voce per palesarsi o formulare le loro richieste, come invischiati in una sorta di rassegnazione ontologica, che impedisce di cogliere cosa sia anche solo legittimo chiedere. Di fatto, nonostante la condizione “minoritaria” possa predisporre alla creazione di legami più stretti e forti, gli psicologi specializzandi finora non si sono mostrati interessati a (inter)connettersi sul territorio italiano. Se per medici e dottorandi esistono il SIGM (Segretariato Italiano dei Giovani Medici), l’ADI (Associazione di Dottori e dottorandi di Ricerca) o l’AIRI (Associazione Internazionale Ricercatori Italiani), tutte realtà orientate e attivamente impegnate nel promuovere e favorire l’incontro, lo scambio, il supporto – in una parola il networking – tra colleghi, mi chiedo cosa inibisca ancora gli psicologi specializzandi dal “costituirsi” come gruppo professionale e universitario, dal mettersi seriamente in relazione tra loro e alle categorie professionali/universitarie a loro affini, in primis i colleghi medici e dottorandi.

In conclusione, queste riflessioni, di fatto personali e a tratti pretenziose, nel loro piccolo vogliono rappresentare un invito ad instaurare finalmente un dialogo “ufficiale” intorno a queste questioni, ma soprattutto un invito per tutti i colleghi “là fuori” a palesarsi, contattarsi, collegarCi.  

Tabella Scuole di Specializzazione Universitarie

ComuneUniversitàCorsoDurataPostidi cui con BorsaFee
TorinoUniToPsicologia Clinica55-2003400
TorinoUniToPsicologia della Salute56-2002900
MilanoUniMibPsicologia del Ciclo di Vita5521500
MilanoUniMibNeuropsicologia5741500
MilanoSan RaffaelePsicologia Clinica5502700
MilanoSan RaffaeleNeuropsicologia5502700
Padova*UniPdNeuropsicologia5801800
Padova*UniPdPsicologia del Ciclo di Vita53601800
Padova*UniPdPsicologia della Salute5501800
Trieste*UniTsNeuropsicologia5801800
Bologna*UniBoPsicologia della Salute515 solo IV e V annoin base a reddito1600
RomaUniRoma1Neuropsicologia5901400
RomaUniRoma1Psicologia Clinica51201400
RomaUniRoma1Psicologia del Ciclo di Vita5601400
RomaUniRoma1Psicologia della Salute51601400
RomaUniRoma1Valutazione psicologica e counselling5801400
*In rosso le Scuole che non hanno attivato il primo anno per l'a.a. 2015/2016.

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