Né
medici né dottorandi, non sono molto (ri)conosciuti, neppure
all'interno del loro habitat: l’università. Eppure esistono (e resistono)!
In effetti, gli psicologi specializzandi, ovvero quegli psicologi impegnati in un
percorso (quinquennale) di specializzazione post-lauream che li abiliterà all’esercizio
della psicoterapia, non sono molti. In Italia, sono soltanto 7 le Università -
6 pubbliche, 1 privata e tutte rigorosamente da Roma in su – ad offrire almeno una
Scuola di Specializzazione di Area Psicologica, per un totale di 16 Scuole e 185
nuovi posti l’anno. Non oltre 925 “esemplari”, dunque, che rendono gli
psicologi specializzandi una specie minoritaria
e potenzialmente anche a rischio
estinzione, dal momento che 5 delle
Scuole conteggiate (Padova, Bologna
e Trieste)
non hanno rinnovato le ammissioni per l’anno accademico in corso (2015/2016).
Ora, rispetto alle Grandi
Sconosciute di Area Psicologica almeno un paio di questioni meriterebbero di
essere sollevate.
La prima vede una serie di interrogativi (più o meno faziosi) circa l’evidente
disinvestimento dalle Scuole di Specializzazione universitarie. A fronte dei 29
Dipartimenti di Psicologia e 201 (duecentouno) Istituti di Psicoterapia (privati e
abilitati dal MIUR)
sparsi in tutta Italia, che fanno ipotizzare un “mercato” della formazione
psicologica e psicoterapica quantomeno attivo: cosa rende le Scuole di
Specializzazione universitarie così poco attraenti per Atenei ed eventuali
specializzandi? La disposizione geografica (non tutti possono o vogliono
spostarsi) e la limitatezza dei posti (cui si ha accesso dopo aver superato una
prova scritta e una orale) certamente fanno la loro parte. Ma sono davvero così
pochi gli aspiranti psicoterapeuti interessati a questo tipo di Scuole, da
renderle superflue e/o poco sostenibili? E può tale disinvestimento essere interpretato
come una scelta (tanto discutibile quanto legittima) di demandare la formazione
psicoterapica al mondo privato e ancora come un modo di “potare” un’offerta
formativa senza dubbio molto elevata? Eventualmente ci si potrebbe chiedere se fosse
anche il più utile all’intera
categoria professionale.
La seconda, invece, riguarda la natura e di conseguenza l’identità stessa,
dentro e fuori l’università, di questa “strana” specie che sono gli psicologi
specializzandi. Come medici e dottorandi,
gli psicologi specializzandi svolgono un percorso di formazione di terzo
livello altamente professionalizzante, centrato cioè sulla pregnante attività
di tirocinio (circa 700 ore l’anno) svolta, sotto la costante supervisione di
un tutor, all’interno delle strutture del SSN convenzionate. Al contrario dei
“cugini” post-lauream e dei pochi fortunati della Bicocca
(6 per anno) che ricevono una borsa di studio (4 da 7000€ finanziate
dall’Università; 2 da 25000€ finanziate dalla Provincia Autonoma di Bolzano),
dietro all’eterno spauracchio della “Formazione” (che però formalmente riguarda
anche i medici in contratto di formazione specialistica e i dottorandi
con borsa di studio) gli psicologi specializzandi non ricevono alcun tipo di compenso economico per il
loro lavoro.
La vera notizia, però,
è che fin adesso gli psicologi specializzandi non sono riusciti a trovare voce per
palesarsi o formulare le loro richieste, come invischiati in una sorta di rassegnazione
ontologica, che impedisce di cogliere cosa sia anche solo legittimo chiedere. Di
fatto, nonostante la condizione “minoritaria” possa predisporre alla creazione
di legami più stretti e forti, gli psicologi specializzandi finora non si sono mostrati
interessati a (inter)connettersi sul territorio italiano. Se per medici e
dottorandi esistono il SIGM
(Segretariato Italiano dei Giovani Medici), l’ADI (Associazione
di Dottori e dottorandi di Ricerca) o l’AIRI
(Associazione Internazionale Ricercatori Italiani), tutte realtà orientate e
attivamente impegnate nel promuovere e favorire l’incontro, lo scambio, il supporto
– in una parola il networking – tra
colleghi, mi chiedo cosa inibisca ancora gli psicologi specializzandi dal
“costituirsi” come gruppo professionale e universitario, dal mettersi seriamente
in relazione tra loro e alle
categorie professionali/universitarie a loro affini, in primis i colleghi medici e dottorandi.
In conclusione, queste
riflessioni, di fatto personali e a tratti pretenziose, nel loro piccolo vogliono
rappresentare un invito ad instaurare finalmente un dialogo “ufficiale” intorno
a queste questioni, ma soprattutto un invito per tutti i colleghi “là fuori” a
palesarsi, contattarsi, collegarCi.
Tabella Scuole di Specializzazione Universitarie
| Comune | Università | Corso | Durata | Posti | di cui con Borsa | Fee |
| Torino | UniTo | Psicologia Clinica | 5 | 5-20 | 0 | 3400 |
| Torino | UniTo | Psicologia della Salute | 5 | 6-20 | 0 | 2900 |
| Milano | UniMib | Psicologia del Ciclo di Vita | 5 | 5 | 2 | 1500 |
| Milano | UniMib | Neuropsicologia | 5 | 7 | 4 | 1500 |
| Milano | San Raffaele | Psicologia Clinica | 5 | 5 | 0 | 2700 |
| Milano | San Raffaele | Neuropsicologia | 5 | 5 | 0 | 2700 |
| Padova* | UniPd | Neuropsicologia | 5 | 8 | 0 | 1800 |
| Padova* | UniPd | Psicologia del Ciclo di Vita | 5 | 36 | 0 | 1800 |
| Padova* | UniPd | Psicologia della Salute | 5 | 5 | 0 | 1800 |
| Trieste* | UniTs | Neuropsicologia | 5 | 8 | 0 | 1800 |
| Bologna* | UniBo | Psicologia della Salute | 5 | 15 solo IV e V anno | in base a reddito | 1600 |
| Roma | UniRoma1 | Neuropsicologia | 5 | 9 | 0 | 1400 |
| Roma | UniRoma1 | Psicologia Clinica | 5 | 12 | 0 | 1400 |
| Roma | UniRoma1 | Psicologia del Ciclo di Vita | 5 | 6 | 0 | 1400 |
| Roma | UniRoma1 | Psicologia della Salute | 5 | 16 | 0 | 1400 |
| Roma | UniRoma1 | Valutazione psicologica e counselling | 5 | 8 | 0 | 1400 |
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